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Catalogo delle quotazioni 2010-2011

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DIZIONARIO ENCICLOPEDICO DI ARTE CONTEMPORANEA 1999/2000DIZIONARIO ENCICLOPEDICO DI ARTE CONTEMPORANEA

ANNUARIO D’ARTE MODERNA 1999

Arte Italiana dal Novecento ad Oggi seconda edizione

Arte Italiana dal Novecento ad Oggi: seconda edizione (192 pagine, formato cm 21×29,7; rilegatura cartonata con sovraccoperta a colori ) è un catalogo d’arte pubblicato dalla casa editrice L’Altro Modo di Volare. L’elegante volume comprende la riproduzione a colori di 420 opere vendute dalle case d’asta nel 2000 e la riproduzione a colori di 424 opere con testi sull’attività artistica degli autori. .L’ Artista, Paolo Laconi, è presente con una pagina personale che contiene l’opera e una recensione del poeta , Marino Siddi.

casa editrice L’Altro Modo di Volare  - Via Varano 2/B/15, 80053 Castellammare di Stabia (NA)Tel. 0818723451

casa editrice L’Altro Modo di Volare ARTE ITALIANA

Paolo Laconi: Sanluri (CA) 17 febbraio 1962.“[…] La sua arte è pregna di sogni in un gioco di rimandi sottili. Ed è così che nelle sue tele, raffiguranti paesaggi, si diffonde una malinconia di cose non più trovate, di profumi degustati con gli occhi, di rumori familiari e arcani, con nello sfondo le onde di un mare in cui la salsedine, il cisto e le salicornie sono arabeschi di una macchia che ritorna edenica nel sogno della tela e nei paesaggi dell’anima  (Marino Siddi).o: , Onde sulla spiaggia, 2000, olio, cm 60×80.  Arte Italiana dal Novecento ad Oggi seconda edizione

Artisti Sardi del XX secolo Editrice D.Emme s.a.s. – Firenze

Il libro è stato pubblicato nel 1999/2000.                                            La presentazione dell’artista è dell’editore , critico d’arte, Gavino Colomo.                                               PAOLO LACONI attualmente ha lo studio di pittore professio­nista a Nuraxinieddu (tel. 0783.34004), a due passi dalle splendide spiagge Oristanesi e dall’inne­guagliabile penisola del Sinis. Dopo essersi diplomato negli studi tecnici, il suo amore per la pit­tura, lo ha portato a dedicarsi con passione esclusivamente all’arte.Ha iniziato la sua qualificata attività col presentarsi al pubblico già nel 1992, quando aveva trent’anni e, la sua personalità artistica s’impose subito al pubblico specie per i suoi soggetti ispi­rati alla natura da cui traspare un immediato amore per la sua indomabile terra. E in effetti non si è mai allontanato da questa sua tematica che lo appaga e lo configura come uno dei validi artisti sardi che operano ad onore ed amore della Sardegna. E prova di questa sua valida scelta tematica, il successo che gli ha permesso, negli anni, di essere presente sulla scena artistica isolana con mo­stre a scadenza periodica, che non molti artisti, anche di vanagloriato nome, possono permettersi. Per dare un’idea, cito qui le sue principali mostre:1993: Personale a Solanas; ‘94: Collettiva alla Galleria “Sardegna” a Santa Giusta e a Ori­stano, nello stesso anno: Mostra-concorso “G. Marongiu” a Cabras, personali a Zeijaliu e a Mo­gorella; ‘95: Collettiva alla galleria “Art House” di Oristano, collettiva “G. Marongiu” a Cabras, e colletiva “Arte-Moda” al Mistral 2 di Oristano; ‘96: “Chiamata alle Arti” a Solarussa, Perso­nale a Cabras, Mostra Concorso “G. Marongiu” a Cabras, Personale ad Arborea; ‘97: Personale a Cabras, Personale a Zerfaliu, Collettiva a Milano, Mostra concorso a Cabras, Personale a 5. Vero Milis, Personale ad Abbasanta,; ‘98: Personale a Mogoro, Personale a Palermo, Personale a Milis, collettiva alla galleria “La Bacheca” di Cagliari, Mostra-concorso “G. Marongiu” a Cabras, Per­sonale a Bonarcado. Le sue quotazioni reali sono buone.Numerose sue opere sono presso collezionisti privati e presso enti pubblici. Diversi grossi nomi dell’arte e della critica si sono interessati alla sua attività fra cui prof Corri ga,Farris. l’a rch. Meli, Simbula, lo scultore Tore Spanu di Arzachena, ed altri. Di Paolo Laconi è referente il Centro Cul­turale “Giovanni Marongiu” di Cabras, nonché numerose gallerie d’arte.Ho sempre apertamente professato il mio diamantino amore per la Sardegna e per le “cose sarde” e nessuno potrà mai accusarmi d’essermi nascosto dietro un dito quando ho dichiarato apertamente che poter ritrovare in un pittore l’anima schietta della nostra isola, era per me motivo di rallegra-mento e di conforto. E chiaro e lampante pure che lo storcere il naso di certi santoni dell’arte a que­ste chiarificazioni mi lascia del tutto indifferente. L’a­nima schietta, la semplicità amica della natura (in Sar­degna, per fortuna, ancora prevalente), il godimento di rap­presentarla, in un pittore come Paolo Laconi, mi piace e mi appaga oltre ogni concepibile conflit­tualità.Godere della spontanea incisività con cui questo genuino artista riesce a dare “sensa­zioni efficaci” alle sue spiagge di niveo quarzo, sentire il profumo di quelle spiagge incontaminate (che ho goduto tante volte da ragazzo, dopo aver attraversato sull’incancel­labile dalla memoria calesse degli amici di Milis, “il deserto” del Sinis, allora senza le di­speranti strade vacanziere delle estati odierne…). Ebbene, se c’è chi me le sa far ri­cordare ancora tali, se c’è nell’animo d’un poeta la capacità di descriverle ancora così selvagge e ammalianti, beh!, io mando gli ismia quel paese, e spero che i post-industriali e i post-moaernt, o solamente i post per autocertifica­zione, che io definisco blablaneschi, vadano da altre parti a raccontarci di apocalittiche periferie de­gradate… Qui siamo ancora “erti sui nostri carri di battaglia”, come dice il poeta, a difendere un’in­tegrità incorrotta, che spero gli artisti come il Laconi, riescano a far restare incorruttibile. La nostra gente sarda non è, per fortuna, almeno nell’ animo più profondo, periferia di nessuno, e i nostri scanditi e rudi silenzi non possono essere letti da alcuno che sappia di muffa di salotti culturali, come un’ asettica, fastidiosa incomunicabilità. Si sente che la pittura di Laconi scaturisce da un senso istintivo dell’ arte, da una innata passione con cui egli insegue una maturità spesso già ri­scontrabile nelle sue “nature morte” e nelle sue “campagne”, ma, soprattutto nei suoi cieli cupi che minacciano tempesta, nonostante siano, a ben saper leggerli, solamente l’espressione della forza d’una natura corrusca che ci appartiene e tutto di noi pérmea.La tavolozza di Paolo Laconi è forte e intensa; le sue tele sono una sintesi fra un equilibrio gra­fico e una rigorosità tonale; la sua forte impaginatura sa proporzionare spazi e colori in una fre­schezza temperamentale alla cui lettura non sfugge la netta sensazione che tutto in lui scaturisca da un profondo, indomito amore per la sua così amabile terra. E tutto, insomma, in lui sia connaturato a una vena artistica profondamente innata e serenamente pulita. (Gavino Còlomo)

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